ga('create','UA-81679614-1','auto');ga('send','pageview');

18 settembre 2017

Soda Bread, pane senza lievitazione ai fichi secchi e noci


Tante parole, ricette provate e gradite, qualcosa di me e qualcosa di chi amo.
Non "solo" un blog di cucina ma un pezzetto di me. Per questo mi sento in dovere di dire due parole sulla mia lunga assenza.

Un trasloco, un nuovo lavoro (che poi si è rivelato temporaneo), una mamma da accudire e che è entrata a far parte della mia quotidianità trasferendosi a casa mia, una nuova cucciolata dei miei due "grandi" pelosi e di conseguenza una cucciola che è rimasta ad allargare ancora di più questa sgangherata famiglia.
Metteteci anche l'estate lunghissima e torrida appena trascorsa con la conseguente chiusura per ferie del mio forno. Tutto questo e forse qualcos'altro (non meglio definito proveniente dal mio cervello) hanno allontanato me dalla cucina e da questo angolo a cui tengo tantissimo.
Ma eccomi qui. Sta tornando la voglia di scrivere. Di raccontare. Di pasticciare in cucina e condividere con chi saprà apprezzare. Insieme sta tornando anche una temperatura umana e il mio forno ha riaperto ufficialmente i battenti.


Riparto quindi. E riparto con un pane. Un pane senza lievitazione. Un pane di origine irlandese che avrei voluto preparare già da tanto tempo.
Come spesso accade è il gruppo Re-cake che mi dà lo stimolo giusto. Riparte infatti dopo la pausa estiva anche la sfida più fashion che ci sia tra appassionate di cucina. E riparte con un pó di novità che vi invito a sbirciare nella pagina dedicata al gruppo. Riparte con questo pane senza lievitazione fuori dal forno e perciò velocissimo! Il Soda bread. Ovvero un pane che lievita in forno, durante la cottura, grazie alla presenza tra gli ingredienti del bicarbonato. In questo specifico caso anche grazie ad un cucchiaio di lievito in polvere.
Un pane buonissimo, umido e goloso grazie alla presenza nell'impasto delle noci e dei fichi secchi.
Un suggerimento ancor più goloso (e super calorico, ma credetemi ne vale la pena!): accompagnarlo con un burro al miele cremoso. Una vera bomba di bontà!


Provatelo perché è velocissimo da preparare, ottimo per le colazioni e le merende ma anche per accompagnare formaggi e salumi sulle nostre tavolate autunnali. Farete un figurone con i vostri amici  dicendo di aver fatto il pane in casa. Shhh rimanga un segreto tra di noi che ci avrete impiegato un attimo! ;)

INGREDIENTI
(Potete utilizzare una padella in ghisa da 25 cm o una comune teglia da 20-22 cm di diametro come indicato nella locandina. Io ho utilizzato il tegame di terracotta di 20 cm di diametro che vedete nelle foto).

SODA BREAD
160 g di farina integrale
160 g di farina 0
100 g di fichi secchi sminuzzati
80 g di noci sminuzzate grossolanamente 
1 cucchiaio di lievito in polvere (va bene quello comune per dolci ma non vanigliato)
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaino di bicarbonato 
1 cucchiaino di sale
500 ml di latticello (se non lo trovate sostituite con 300 ml di yogurt magro+200 ml di latte)

BURRO AL MIELE
75 g di burro a temperatura ambiente
2 cucchiai di miele liquido


PROCEDIMENTO 

Impostate il forno a 205 gradi. Imburrate bene la teglia*.
1) In una ciotola mescolate le farine, la frutta secca sminuzzata, il lievito, il bicarbonato, il sale e lo zucchero.
2) Create la fontana al centro degli ingredienti secchi e versatevi il latticello (o il mix di latte e yogurt). 
3) Mescolate con un cucchiaio di legno solo fino a quando avrete ottenuto un composto amalgamato e appiccicoso. Non indugiate troppo in questa operazione, bastano pochi secondi.
4) Versate nella teglia e livellate bene.
5) Infornate in forno ormai caldo per 25-30 minuti o comunque fino a quando uno spiedino infilzato al centro del pane ne uscirà pulito*. Se dopo 20 minuti doveste notare che la superficie si colora troppo coprite con un foglio di alluminio e proseguite la cottura quanto necessario.
6) Sfornate e dopo qualche minuto passate un coltello lungo il bordo della teglia. Sformate delicatamente e lasciate raffreddare almeno un quarto d'ora su una gratella.
7) Servite ancora tiepido o a temperatura ambiente accompagnando le fette con il burro morbido mescolato con il miele*.
8) Si conserva a temperatura ambiente avvolto in pellicola o nell'alluminio per un paio di giorni anche se è più buono mangiato lo stesso giorno in cui è sfornato.


Note
* Nel mio caso, avendo utilizzato il tegame di terracotta, ho preferito inserire un foglio di carta forno sul fondo e ho poi anche imburrato bene la carta, oltre ai bordi. Così facendo non ho avuto nessun problema nello sformare il Soda Bread. 
* Io ho dovuto prolungare la cottura di altri 10 minuti oltre i 25 indicati. Ogni forno è a se stante e inoltre la cottura nel coccio segue tempi suoi. Per questo è sempre meglio controllare con la prova stecchino quando indicato in ricetta.
* Con il burro al miele è davvero speciale ma, come accennavo in premessa, questo Soda Bread può essere accompagnato nei modi più diversi: con marmellate, semplice miele o anche formaggi cremosi.




5 aprile 2017

Tortine Fior di fragola

 

Lo so lo so, il fior di fragola è quel gelato fantastico, per metà ghiacciato per metà cremoso, che ho sempre adorato. Queste sono tortine, dolcetti, chiamateli come volete ma tutto tranne che gelati. Beh ma che ci posso fare se quando ho visto il risultato del mio ultimo esperimento in formato monoporzione questo è il primo (nonché unico) nome che mi è passato per la testa? Fior di fragola! 
Ho utilizzato gli stampini che vedete sotto, a forma di fiore appunto. Ho modificato l'impasto della torta con la marmellata nell'impasto che ho visto da Enrica (Chiarapassion), sostituendo alla sua marmellata di arance la confettura di fragole. Ho inserito una fragola intera al centro prima di infornare. Et voilà, ecco qui le mie tortine fior di fragola... Facilissime, buonissime e, naturalmente, fra-golosissime!!

Per una volta non vi tedierò oltre e passerò subito alla ricetta. Provatela perché davvero non ve ne pentirete. Ah e nessuno vi vieta di provare con altra frutta... Abbinandola sempre alla confettura e giocando con gli abbinamenti di aromi e spezie... Che ne dite, cogliamo questo fiore?

27 marzo 2017

Plumcake allo yogurt


Quando ho cercato la voce "plumcake allo yogurt" e mi è apparsa la ricetta di Simona Mirto ho avuto pochi dubbi. Quello sarebbe stato anche il mio plumcake allo yogurt!  
Qualcuno ora dirà: e che sarà mai? Il plumcake più semplice del mondo. Ecco, non sono d'accordo. È proprio sulle preparazioni semplici che spesso si pecca di leggerezza e non si considerano le poche precauzioni da prendere affinché il nostro dolce possa considerarsi perfetto. Seguendo le indicazioni di Simona ero sicura che non avrei potuto sbagliare ed è stato proprio così!

Un plumcake allo yogurt morbidissimo con la crosticina dorata e leggermente croccante, proprio come quelli monoporzione della famosa marca in commercio. Se posso azzardare, visto che è fatto con le nostre mani e con gli ingredienti che scegliamo accuratamente, anche meglio!

A proposito di ingredienti. Ovviamente lo yogurt la fa da padrone. Se avete quello all'albicocca (senza pezzi di frutta) sarà ancora più simile alle merendine di cui sopra. Diversamente andrà benissimo anche uno yogurt bianco intero. Io qui ho utilizzato uno yogurt bianco ai tre latti (capra, pecora e mucca) molto buono e dal sapore intenso. 
Quello che vedete il risultato. Questo è IL plumcake allo yogurt! Grazie Simona! Da lei troverete ricetta originale e foto passo passo. Io passo... parola intanto, perché merita davvero! Provatelo e mi saprete dire!! 

23 marzo 2017

Mini muffins cocco e ananas


Dopo una pausa eccomi di nuovo su queste pagine. Ultimamente non riesco a star dietro a tutto. Il lavoro che per fortuna sta andando bene. La mamma vecchietta che ormai si è trasferita definitivamente da me. E ora anche tre cuccioli che sono arrivati nel giorno di San Giuseppe per rendere felice papà Rufus (e mamma Emily). Sono contenta per tanti motivi ma sapete come si dice, bisogna stare attenti a ciò che si desidera perché potrebbe realizzarsi. :D

Una delle cose che mi manca di più è proprio il tempo per scrivere qui. Di ricette provate e approvate ne avrei diverse da scrivere. Purtroppo, come spesso accade, il tempo da dedicare alle passioni è quello che viene sacrificato per primo e, nonostante passi sempre più tempo in cucina, non riesco proprio a scrivere tutto quello che vorrei.

Oggi però mi sono ritagliata un momento per me. Per il blog e per lasciarvi la ricetta con cui partecipo al gioco che impazza su fb per gli amanti della cucina: Sei in cucina. Ve ne ho già parlato diverse volte e sotto il tag omonimo troverete le altre ricette con cui in questi ultimi mesi ho preso parte anch'io, nel mio piccolo, a questa sfida divertentissima.

C'è un tema del mese, per marzo: Spring is in the air!! E ci sono 6 ingredienti, uno imprescindibile, per questo mese: il limone. E tra gli altri 5 bisogna sceglierne almeno altri due per realizzare una ricetta (dolce o salata o entrambe). Nello specifico, per marzo, gli altri 5 sono: cocco, ananas, carciofi, pasta fillo, gamberi. Se qualcuno in ascolto è incuriosito da questo gioco basta andare sulla pagina Facebook ed iscriversi per partecipare seguendo le semplici regole che vi ho riassunto.

23 febbraio 2017

Ravioli di pasta frolla alle mele


Solo per dire che a volte con poco si ottiene davvero tanto. Vale nella vita e vale anche in cucina. 

Pasta frolla (questa qui per me ormai è La Frolla ma potete utilizzare la vostra ricetta preferita), mele (in confettura queste ma anche una composta dell'ultimo minuto andrà benone!) e il risultato fa tutti contenti. E dico mele perché per me fanno casa e calore, fanno coccola già solo a pronunciarle. E con la forma, il gusto e la consistenza della frolla si sposano alla perfezione, rendendo il raviolo quasi una Apple pie monoporzione. 

E ora non massacratemi dicendo che ho scoperto l'acqua calda. Lo so che non invento nulla. Ma è stato tale il successo di una foto (quella che vedete sopra) condivisa su Instagram che non posso non scrivere due righe anche qui. 

Per me i vostri "like" contano. E vanno almeno ricambiati. E questa è la mia maniera. Un post, per ricordare che appunto a volte... basta poco. ;)

13 febbraio 2017

Red velvet cheesecake


Quattro cuori.  I miei quattro cuori. Perché arriva un momento in cui si capisce che tutto il senso della vita sta nei pochi affetti veri e profondi che, nell'attimo presente, fanno il viaggio con te. Un cuore è quello che mi ha messo al mondo, che mi ha cresciuta e che ora ha bisogno di me. Un altro è quello con cui condivido tutto, da cinque anni in qua. Due altri cuori viaggiano su quattro zampe ma sono ormai parte di noi. A loro dedico questo post. Loro sono i miei amori. Loro sono coloro con cui vivo ogni giorno. Il mio piccolo mondo. I miei pensieri, le mie gioie, i sorrisi, i pianti, gli abbracci. 

Il dolce per festeggiare San Valentino a questo giro lo offre Re-cake. Questo mese infatti i ragazzi del gruppo hanno scelto di farci giocare con la Red velvet cheesecake. La versione "cheese" della torta americana più famosa nel mondo caratterizzata dalla colorazione rossa degli strati. Rosso qui invece è il ripieno al formaggio e cioccolato racchiuso in un involucro di biscotto sempre al cioccolato. Rosso passione. Rosso come un cuore morbido e pulsante dentro un guscio più solido ma non meno tenero. Il dolce perfetto per festeggiare i miei amori.

Queste monoporzioni possono essere realizzate con praticamente qualunque stampino, purché dal bordo abbastanza alto. Potete utilizzare tranquillamente anche quelli in alluminio usa e getta o farne una torta unica grande. Unico accorgimento è quello di imburrare leggermente l'intero stampino, foderare il fondo con carta forno e posizionarne altre striscioline (come vedete nella foto sotto) che fuoriescono dallo stampo per poi facilitarne l'estrazione. In questo modo non avrete nessun problema nemmeno con gli stampi in silicone multiporzione come il mio.
Per il guscio di biscotto ho scelto di utilizzare biscotti in commercio, i "batticuore" di una famosa marca ma, se avete tempo, potete divertirvi a sfornare pure quelli. Se cercate una ricetta di biscotti al cioccolato qui e qui  trovate le mie preferite. 
Ma passo alla ricetta che riporto integralmente dal blog re-cake con le mie modifiche e note tra parentesi e in calce.

11 febbraio 2017

Le Camille (ciambelline soffici parte II)



Tutti conosciamo le Camille, le famose merendine alle carote della nostra infanzia (e non solo!). Girovagando nel web tempo fa avevo adocchiato la ricetta di Assunta de La cuoca dentro e ovviamente l'avevo salvata tra quelle da provare assolutamente.

Vi sarete accorti che ultimamente mi sto dedicando alle monoporzioni. Un po' per necessità un po' perché ne apprezzo sempre più gli innumerevoli pregi. Complice uno stampo in silicone che mi piace un sacco (lo stesso che ho utilizzato per queste ciambelline al caffè - da questo "parte II") ho quindi deciso di provare anche la ricetta dei tortini alle carote e mandorle di Assunta. Ho mantenuto esattamente le sue dosi, modificando solo l'aroma (ho preferito alla scorza d'arancia l'aroma mandorla, che accentua la presenza di questo ingrediente regalando un profumo unico oltre a bilanciare la dolcezza delle carote).

Ma dove ho messo maggiormente del mio è stato nel procedimento. Ho voluto provare a semplificare all'estremo i passaggi, in modo da velocizzare ulteriormente la preparazione e sporcare il meno possibile. In questo periodo ho proprio la necessità di ottimizzare tempi e risorse. Immagino che questo mi accomuni a molti di voi e quindi ve ne faccio partecipi. Ancora grazie ad Assunta per questa fantastica ricetta, se volete leggere la sua versione la trovate qui

8 febbraio 2017

Ciambelline soffici al caffè (senza burro)


Chissà perché le ciambelle mi sono più simpatiche delle torte senza "buco". 
E chissà perché nel blog non ce ne sono poi così tante. 
Si ok, c'è la buonissima torta fondente al limone che io ho sempre realizzato nello stampo a ciambella. Poi c'è la ciambella alle carote con farina integrale senza burro, che io adoro! E c'è anche l'Angel food cake che sempre una ciambella è. 
Ma se considerate le 165 ricette attualmente presenti (e per la maggior parte dolci!) si potrebbe pensare che non sia la forma a me più congeniale. 

Quindi ora correrò ai ripari. Sì perché da quando ho trovato un fantastico stampo per mini bundt-cake in silicone non faccio altro che sfornare piccole monoporzioni col famoso buco e di tutti i tipi. E mi piacciono davvero molto. Ovviamente la forma non è garanzia di riuscita e mi sono profusa in esperimenti prima di ottenere le mie piccole ciambelline perfette. Ma credetemi questo formato è davvero un portento. Potete utilizzarlo infatti per i vostri buffet, per arricchire il cestino della merenda dei vostri bimbi, portarle in ufficio per uno spuntino di metà mattina o pomeriggio, offrirle come dolcino monoporzione a fine pasto senza nemmeno dover tagliare la fetta. 

In particolare queste ciambelline al caffè sono morbidissime e umide il giusto per mantenersi qualche giorno intatte quindi potete prepararle in anticipo con tutto comodo. Velocissime da preparare e senza sporcare molte caccavelle. 

La ricetta viene da una garanzia del food-web come il sito dei Fables de Sucre (di cui vi ho già lasciato la ricetta di questo fantastico plumcake al limone), con qualche mia minima modifica nelle dosi. Loro l'hanno realizzata in uno stampo unico da 25 cm di diametro. Io ho suddiviso l'impasto in 16 monoporzioni. A voi la scelta. Volendo potete anche farne un plumcake. Ma la sostanza, che è ciò che conta,  sarà una nuvola al sapore di caffè. Potete spolverizzare semplicemente di zucchero a velo se non amate la glassa sui dolci, ma sappiate che in questo caso le vostre ciambelle non saranno molto dolci. Quindi semmai aumentate un pochino lo zucchero nell'impasto, secondo i vostri gusti. 
Come ultimamente spesso verifico, i dolci da credenza in cui al burro viene sostituito l'olio mi sono più graditi e questo mio ultimo esperimento me lo ha confermato.
Insomma passo alla ricetta e mi zittisco. Solo un'ultima cosa: provatela ;)

28 gennaio 2017

Treccia svedese alle mele

Per Re-cake 2.0


Anche questo mese gli admins del gruppo Re-cake 2.0 hanno stupito con una proposta fantastica. Un dolce dal quale non si può non rimanere stregati. Non a caso in questione ci sono le mele. Il frutto utilizzato dalla strega per stregare Biancaneve. Ecco mi sono sentita un po' come la fanciulla ingenua della favola quando, con l'impasto che già lievitava beato, mi sono accorta che non mi sarebbero bastate le mele per il ripieno. Ho fermato il tempo (=ho congelato l'impasto lievitato) e ho realizzato che avrei aspettato che arrivasse il mio principe azzurro... con altre mele! Dopodiché ho fatto rinvenire il mio panetto per qualche ora in frigo e poi a temperatura ambiente temendo che il lupo cattivo venisse a distruggere il mio lavoro. Ma il bene vince sempre... ed ecco che il forno ha fatto la magia! 


Ho scelto una farina di farro integrale e di conseguenza ho dovuto sistemare le dosi in fase di impasto, aggiungendo poca farina (un paio di cucchiai in tutto) con mio grande stupore perché pensavo che questo tipo di farina assorbisse più liquidi, invece l'esatto contrario. 
Potete ovviamente realizzarla con la farina 00 (come proposto dalla locandina Re-cake) o sperimentare con la farina che preferite. In ogni caso vale il solito generale principio della gran parte degli impasti lievitati: il panetto prima della lievitazione deve risultare morbido ma non appiccicoso, staccarsi dalle pareti della ciotola (o dalle vostre mani, se lo lavorate sul piano). Regolatevi di volta in volta. 
Le mandorle le ho tostate intere e lasciate tali perché mi piaceva l'effetto rustico dell'insieme, ma se preferite potete utilizzare le lamelle.
Con metà delle dosi sotto riportate a me è venuta la treccia che vedete nelle foto più un'altra piccolina. Sappiate che sono sparite in un soffio ;P

12 gennaio 2017

Muffins ai 3 cioccolati


Di muffins fino a poco tempo fa non ne trovavate su queste pagine. Principalmente perché temporeggiavo ad acquistare lo stampo. E temporeggiavo perché non ero così convinta che mi sarebbero piaciuti. Chissà perché mi immaginavo dolcetti insulsi e gommosi che avrebbero terminato la loro vita nella pattumiera. Chissà perché. Forse perché i miei assaggi fino ad allora non erano stati proprio felici. 

I muffins al cioccolato di cui vi ho raccontato qui mi han fatto però ricredere e riconciliare decisamente col pianeta delle tortine panciute! E ora la mia ricerca del muffin perfetto continua. Questo è il risultato più goloso che sono riuscita (finora) a creare! 
La base viene da Simona di Tavolartegusto (la sua ricetta qui) e la prima volta l'ho riprodotta tal quale. Buonissimi! Poi su suggerimento dell'uomo di casa ho deciso di provare una copertura con cioccolato bianco. Ho fatto solo metà dose però. Che dopo le feste un filino almeno bisogna pur limitarsi ;P 
E nel dimezzare tutte le dosi mi sono dimenticata di dimezzare anche le uova. 
Beh non ci crederete ma sono usciti ancora più buoni della prima volta!!

Per essere certa che non fosse solo un caso li ho voluti rifare prima di lasciarvi la ricetta. E il caso ha voluto che tra qualche giorno il mio compagno invecchi e il caso ha voluto che per festeggiare con i suoi amici mi abbia chiesto proprio questi dolcetti (più un'altra "cosa" di cui vi parlerò più avanti, forse!). E sono venuti buonissimi! E no, allora non è un "caso"!!

Così, anche se è passato poco tempo dall'ultimo articolo sui muffins e a costo di risultare noiosa e ripetitiva, ho deciso di lasciarvi questa fantastica ricetta.  Vi stupirà e piacerà soprattutto a chi, come me, non ama particolarmente il gusto strong del cioccolato extra fondente. Ma piacerà a tutti, fidatevi
Si conservano perfettamente per 3-4 giorni se chiusi in un contenitore ermetico o sotto una campana di vetro a temperatura ambiente. E come tutti i muffins sono ultra veloci da preparare. 

4 gennaio 2017

Il carbone delle vere befane!


Diffidate delle imitazioni. Chi si spaccia per befana va al supermercato a comprare il carbone! Ma, e ve lo dice una che befana lo è sul serio, se trovate nella calza un carbone dolce che sa di buono, di casa e di affetto, quello ve lo avrà preparato con le sue manine rugose e saggie una vera autentica befana! 

Quando ancora befana non ero (non si nasce befane ma lo si diventa con tanto impegno!) mi era tanto simpatica questa figura di vecchietta vispa e trasandata, che sulla sua scopa faceva il giro dei camini lasciando calze piene di tante cose buone... Ebbene si, golosa si nasce ;P

Vecchietta intanto ci son diventata, saggia forse un pochino - a suon di testate, il classico foulard sulla testa lo mettevo già da bimba :D e trasandata ultimamente è quasi la regola.
Mi mancava la produzione casalinga di carbone per poter spiccare il volo anche io domani sera!! 
Ed ecco che la solita maga delle cuochine nel web, l'Arabafelice, mi viene in aiuto con le sue dritte come sempre puntuali, essenziali e... magiche! 

Così è nato il carbone della befana Nuccia. Un pò lilla questo, ma la produzione è appena iniziata e con i colori ci si può sbizzarrire! Il nero, se lo trovate, rimane sempre il più bello secondo me. Potete scegliere l'aroma che preferite (vaniglia, limone, arancia, liquirizia, ecc). 
La formuletta magica non necessita di alcool, ma solo del buon caro zucchero, di poco albume e di colorante alimentare. In pochi minuti, in cui vi sentirete alchimiste provette, avrete il vostro personale, autentico carbone da regalare ai bimbi piccoli (o cresciuti) che se lo saranno "guadagnati" con le magagne dell'anno passato.
Allora pronte a seguirmi sui tetti col vostro carbone doc? 

3 gennaio 2017

Crostatine ai mirtilli e la frolla anti-disastro!


Siamo tutti in overdose da dolci in questi giorni anche se sinceramente a me questo "stato" dura molto poco. Stamattina infatti mi è sorta una voglia improvvisa di rimettermi all'opera dopo ben un giorno di assenza dai fornelli e, soprattutto, dal mio amato forno! 
In realtà mi son messa all'opera già ieri pomeriggio, approfittando di una bella pace in casa e del giorno di festa. Poi era il primo giorno dell'anno nuovo e volevo inaugurare il 2017 con una ricettina nuova, dolce e allo stesso tempo semplice. Di quelle che poi vengono utili tutto l'anno. Le crostatine mi sono sembrate perfette. Così ieri ho preparato la frolla e stamattina ho finalmente riacceso il forno! 

Molti di voi avranno i bambini a casa da scuola e in questi giorni avrete il vostro bel da fare ad impegnare le loro ore evitando possibilmente che si annoino o passino troppe ore davanti alla TV. Mettersi in cucina con loro a pasticciare credo sia una delle soluzioni migliori, non credete? 

Per questa ricetta ho scelto una frolla diversa da quella che utilizzo solitamente (che trovate qui). L'ho trovata da Simona ed è da un bel po' che volevo provarla. La differenza rispetto alla mia classica frolla è che questa risulta molto più morbida da cruda e, vista la presenza di un pochino di lievito, anche una volta cotta. Una volta impastata e avvolta in pellicola alimentare va dritta in frigo per minimo 4 ore (diversamente non riuscirete a stenderla e non terrebbe la forma in cottura perché davvero troppo morbida). Si vabbè ma qual è il vantaggio di questa ricetta allora? Il grosso vantaggio sta nel fatto che, dopo il riposo, è una pasta molto elastica, che si stende facilmente e non si rompe appena tentate di rivestire lo stampo. È adatta quindi anche a crostate uniche grandi. E ad essere lavorata anche da mani poco esperte!